Temendo la mancanza di capovolgimenti epocali nei prossimi 4 giorni si può stillare anche oggi un resoconto dell’intero anno solare 2011.
Gli avvenimenti di interesse ecologico e ambientale sono ben descritti in questo articolo dove si parla di annus horribilis e una lista di pochi nomi e parole può risparmiare ai lettori più pigri la lettura d
ell’intero articolo: ghiacciai sciolti, alluvioni, siccità, terremoto, tsunami, Fukushima, sette miliardi, estinzioni, deforestazione. Il quadro non è dei migliori.
Politicamente il 2011 si apre, a Gennaio, con le sommosse popolari in Egitto e la conseguente dimissione dopo 2 settimane da parte di Mubarak (dopo le pressioni della Casa Bianca). È iniziata la primavera araba, paesi nordafricani e mediorientali si ribellano ai regimi totalitari che li attanagliano (vedi foto).
A Febbraio, precisamente il 27, nasce il Consiglio nazionale libico, che contrasta Gheddafi e l’esercito nazionale. Anche in questa questione intervengono l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America. L’epilogo di queste rivolte in nome della libertà è noto a chi si è documentato a riguardo, anche dopo l’esplosione d’interesse da parte dei media, e il praticamente immediato abbandono dell’argomento qualche settimana dopo (iniziandosi a preoccupare di Grecia, spread e Papandreou): lo stesso epilogo che hanno avuto tutte le ultime importazioni di pace & democrazia, a suon di crimini di guerra da parte della N.A.T.O. che tanto ama interrompere le legittime sovranità dei popoli.
A Marzo ricorre in Italia il 150esimo anniversario dell’unificazione Sabauda della penisola Italiana. Solite sterili critiche dai vertici padani che come questione del secolo portano la più o meno legittima scelta di non lavorare il 17 Marzo, giorno dell’anniversario. Si riscoprono le radici di un popolo e di una nazione, ma se ne evidenziano le enormi differenze, in nome della presenza in determinati luoghi di una cultura celtica piuttosto che greca, sannita piuttosto che romana, pontificia piuttosto che duosicula, o comunale piuttosto che cortese risalenti a secoli fà, dando di nuovo adito ai soliti venti (aerofagici) secessionisti di gente che millanta appartenenze a fantanazioni come la Padania, l’Ausonia o l’ultima trovata del leader del carroccio: una meganazione composta da Padania (sic!), Baviera e Svizzera, esportarice di birra, grana, cioccolato e orologi.
Ad Aprile l’intera attenzione mediatica è rivolta ai neosposi William e Kate Middleton, oltrechè al culo della sorella della sposa, tale Pippa.
A Maggio, sempre mentre gli Statunitensi e i locali abitanti avevano uno scambio di democrazia in cambio di petrolio e totale asservimento al dio U.S.A., l’agente C.I.A. Osama Bin Laden viene ucciso dagli Americani che divulgano questa foto del cadavere mai trovato, disperso in mare, ovviamente non ritoccata da nessuno (da nessuno capace di farlo decentemente).
A Luglio il salvatore del cristianesimo Anders Behring Breivik, ad Oslo, in un attacco di matrice neonazista (???), per mandare un messaggio contro l’immigrazione e contro l’Islam (in chiave pro-Israele) stermina 69 norvegesi cristiani e bianchi come la neve.
Ad Agosto abbiamo una serie di disordini in Inghilterra, nati, a quanto pare, da una colluttazione tra uno spacciatore di cocaina e un agente di Polizia e la conseguente marcia pacifica da parte degli amici e dei familiari del suddetto spacciatore. Scontri tra polizia in tenuta antisommossa e manifestanti. Computo funerario: 5 morti.
A Settembre ricorre il decennale degli attentati terroristici ai danni degli Stati Uniti d’America, quando 3 aerei, gabbando i sistemi di servizi segreti e difesa del più potente e importante stato del Mondo, distruggono le due torri gemelle (che crollano in modo del tutto innaturale, come se il crollo fosse artificiale, controllato, se vogliamo…), e una facciata del Pentagono dove rimangon0, come prove dell’attentato, i residui di un aereo di svariate decine di tonnellate, carico di persone, bagagli e bezina… Nella fattispecie pochi pezzi di ferraglia, tra cui quello con su scritto il logo e il nome della compagnia aerea. L’attentato subito 10 anni fa dagli Stati Uniti è stato la causa delle successive guerre in Medioriente.
A Ottobre gli indignados di tutto il Mondo scendono in piazza per protestare pacificamente. In Italia, pacificamente, i black bloc feriscono 70 persone e mettono a ferro e fuoco una città, evitando i posti dove forse una bella gettata di benzina sarebbe stata solo terapeutica per l’Italia. Gheddafi è ucciso e il pianeta Terra arriva a ospitare il settemiliardesimo ospite.
A Novembre Berlusconi si dimette e si insedia il governo Monti su cui, scorrendo gli archivi di questo sito, troverete qualche post chiarificatore.
A Dicembre, il 31 terminerà la missione della NATO in Iraq, come annunciato dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen.
Anche politicamente ed economicamente l’anno non è stato dei migliori, tra i vari spreads, Papadimos, Mario Monti e Mario Draghi.
La nostra Associazione, tra alti e bassi tipici di una realtà fuori dai partiti e lontana da qualsiasi tipo di finanziatori, nel 2011 ha continuato le sue lotte e ne ha intraprese di nuove; ha invitato autori a parlare dei propri libri; ha organizzato lezioni, cineforum e dibattiti nella propria sede; ha progettato uno spettacolo teatrale; è stata presente a due (terribili) concerti con un gruppo musicale (la cui formazione originale per sfortune varie è stata sciolta); ha rinnovato il suo modo di presentarsi al mondo di internet; ha avuto nuovi membri e vecchi membri emigrati lontano; ha avuto discussioni e riappacificamenti e oggi, a 30 giorni dal suo sesto compleanno, è, nonostante tutto, più forte di prima, più motivata, più decisa e più incazzata, nel suo lunghissimo cammino, sempre dritto, mai a destra, mai a sinistra, per il dispiacere dei tanti che avrebbero voluto vederci loro alleati, complici di una politica malata e putrescente o, in alternativa, affondati.
Che il 2012 possa portare un vento nuovo alla politica, al sociale, all’economia e anche a noi, membri dell’Associazione Culturale “Generoso Simeone”, sperando che questo sia l’anno buono per un serio lavoro che possa cambiare il nostro quartiere, la nostra città, la nsotra provincia, la nostra regione, la nostra Nazione, il nostro continente, la nostra Civiltà e il Mondo intero. È nostro dovere cambiarlo in meglio, o morire provandoci, magari proprio il 21 Dicembre prossimo, come i Maya hanno detto.
A.G.