Maroni come d’Amato: La soluzione dei problemi del sistema Calcio passa attraverso la Repressione
Da Giustizia Giusta
Anno XIX, N. m2, Marzo/Aprile 2010
Nell’agosto 2008 chiedemmo che venisse da subito, fuori delle logiche di parte, costituito il Contro-Osservatorio sul calcio e sulle manifestazioni sportive nazionali. C’era una logica ben precisa nella nostra richiesta: l’Osservatorio si era mostrato totalmente incapace a frenare la violenza negli stadi. Invitammo contemporaneamente l’allora Ministro di Polizia Giuliano Amato a dimettersi. Di fronte alla violenza dilagante e ad episodi gravissimi quali l’assassinio di Gabriele Sandri e la morte dell’Ispettore Raciti il Ministro non fu in grado di fare altro che inasprire le pene per i tifosi, sorvolando sulla condizione di un Calcio devastato dagli scandali e sulle responsabilità degli organi preposti al controllo ed alla sicurezza degli eventi: commentatori ed addetti allo stesso mantenimento dell’ordine pubblico. Daspo, flagranza differita, tessere per i tifosi. E sullo stesso piano si muove oggi il ministro Maroni che in più chiede il Daspo per i giocatori “provocatori” ed il divieto d’ingresso per i genitori “violenti”. Siamo alla paranoia da stadio, siamo alle operazioni mirate per consentire un’azione repressiva generalizzata con il fine di allontanare le tifoserie dagli stadi e d’inchiodarle dinanzi agli schermi. Mai sentito parlare d’interessi televisivi? E mai sentito parlare di ciò che da anni si agita all’interno del Sistema-Calcio dove s’intrecciano interessi di ogni genere e dove la corruzione (dalla compravendita delle partite agli arbitri in lista paga delle società più influenti) la fa ormai da padrona e tutto e tutti coinvolge anche in sede di Giustizia penale e di Giustizia sportiva? Mai sentito parlare delle centinaia e centinaia di intercettazioni telefoniche “inascoltate” e inutilizzate? Su un tale scenario di devastazione e di laidume ascoltare dei ministri che s’interessano soltanto di ordine pubblico negli stadi ha del grottesco: quasi che il destino dello Sport possa risolversi solo con la criminalizzazione delle Curve.
