Oggi l’anniversario della morte di Bobby Sands. E la questione delle sei contee?

05 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Administrator
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tratto da Panorama.it

A distanza di 29 anni dalla morte, dopo migliaia di caduti, dopo che il Good Friday Agreement ha messo fine alla guerra civile nel Nord dell’Irlanda, dopo che il murale che lo ritrae è divenuto meta turistica, il mito di Bobby Sands è ancora vivo.

Marce di commemorazione e manifestazioni sono attese a Belfast e un po’ in tutte le sei contee per oggi. Ma già da giorni si susseguono gli eventi di celebrazione.

Massimiliano Vitelli, portavoce per l’Italia del Repubblican Sinn Féin, il partito nato dopo la scissione con lo Sinn Féin di Gerry Adams, spiega perché la figura del giovane repubblicano è ancora attuale: “Bobby Sands va ricordato perché ha portato avanti ideali senza compromessi, perché ha dato e dà tuttora un senso di appartenenza a chi lotta per la causa repubblicana, anche dopo la scissione tra Sinn Féin e Repubblican Sinn Féin. Sinn Féin, che noi preferiamo chiamare Provisional, ha tradito gli ideali di Bobby Sands”.

Che senso ha ancora oggi il repubblicanesimo duro e puro? C’è una “devolution” in corso a Stormont, il Parlamento nordirlandese, dei poteri di giustizia e polizia…
Chi vive nelle sei contee conosce la discriminazione in atto verso i repubblicani. Sa bene che ci sono attacchi settari ogni giorno, vede le differenze di gestione da parte del governo dei quartieri cattolici e protestanti… Quanto a Stormont, non dovrebbe esistere. È il simbolo dell’ultima colonizzazione europea ancora in atto.

Per questo il Republican Sinn Fein non si presenta alle elezioni se non a quelle locali. In quelle del 2009 un solo candidato è stato eletto a Galway, nell’Eire. Qual è il vostro obiettivo politico?
Molto semplice. L’unità dell’isola, l’Irlanda nelle mani degli irlandesi.

Il supporto della popolazione è fondamentale. Se non vi presentate alle elezioni politiche, come potete misurarlo?
Noi vediamo che Sinn Féin sta perdendo il supporto della massa e lo stanno acquisendo di contro tutti i movimenti repubblicani. I nostri numeri aumenteranno e quelli dei Provisional diminuiranno.

Non è un suicidio politico non candidarsi a Stormont?
Lo faremo non appena i britannici se ne andranno. Noi vogliamo un’Irlanda libera e indipendente.

Non suona come un’utopia?
Non credo, anche se potrebbe. I numeri non ci danno grande appoggio è vero, ma la gente è stanca di ciò che accade nelle sei contee. Anche se dobbiamo ammettere che l’appoggio delle 26 contee (l’Irlanda, ndr) è venuto ultimamente a mancare. Voglio inoltre  ricordare i più di 30 prigionieri nelle carceri di Maghaberry e Portlaoise che lottano perché venga loro riconosciuto lo status di prigionieri politici. La stessa lotta di Bobby Sands.

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