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Chi era Generoso Simeone
A sei anni dalla scomparsa ancora non riesco completamente ad identificare questa figura, mi sfuggono dei dettagli della sua vita che potevano presentarmi meglio l’uomo.
Generoso Simeone nasce in un paesino collinare, Castelpoto, in provincia di Benevento, al quale rimarrà legato sempre, vuoi per quell’amore che la terra natia ci ispira,vuoi per rivalsa politica che cercava di avere nel territorio. La vita provinciale non lo rende prigioniero di un modus vivendi e operandi, anzi ben presto uscirà dai suoi stretti confini e girerà l’Italia, osservando e imparando,confrontandosi nelle idee ed ascoltando;questo in politica gli darà, con gli anni un grande acume e capacità di lungimiranza.
La politica era forse una delle sue più forti passioni.
Milita nel MSI fino alla fine degli anni settanta. Crede in un partito che ai tempi sembrava potesse davvero proporre il nuovo, potesse affrontare battaglie sociali non utopiche per essere competitivo anche elettoralmente; non ha mai fatto però del partito un fine, sempre lo strumento per realizzare l’idea, riuscendo in tal modo, a stare lontano dalla corsa alla poltrona.
Quando, intorno la fine degli anni cinquanta, Rauti esce dal partito e prepara la riscossa con la creazione di un movimento culturale”ordine nuovo”, Generoso vi aderisce operando nel territorio Beneventano. Raccolse in quegli anni consensi,soprattutto dai più giovani,i ragazzi andavano ad abbeverarsi alla sua fonte estasiati dalla passione con cui parlava e dal realismo politico che ha sempre mantenuto.
La struttura organizzativa di Ordine Nuovo, le sue finalità lo influenzeranno in seguito nelle scelte politiche e di lavoro.
Nel 1972 dirige il periodico di politica e cultura L’Alternativa, nel quale confluiranno giornalisti del calibro di Veneziani, Malgieri, Tarchi ma anche politici quali Viespoli, Petrucciano ed altri, anche l’alternativa divenne un produttore di intelligenze creative e singolari.
“ Non è più possibile restare alla finestra a guardare un mondo che va in rovina,una civiltà che viene distrutta… ci vuole una politica di intervento, una politica che incide, qualifica, chiarisce, una politica che graffia e che colpisce, una politica di alternativa globale…che faccia balenare un mito e un’idea per le nuove generazioni, capace di affascinare e trascinare per la creazione di un nuovo ordine sociale. L’Europa si unisca e torni al suo primato di civiltà. Queste sono le parti più forti e significative dell’articolo di apertura dell’alternativa, non dissimili nella sostanza se anche lo sono nel linguaggio dall’articolo di presentazione di Segnali il Periodico locale indipendente fondato nell’87.
Segnali è stato per anni la voce del dissenso vero,quello che non vive sulle rovine degli avversari, né sulle vittorie degli alleati, perché non ha alleati né nemici, ma solo una verità da raccontare e una giustizia da difendere.
La delusione avuta da Rauti e dal suo partito, ormai morto, i voltafaccia di persone aiutate a divenire uomini, la sconfitta del Campo Hobbit, nel quale aveva creduto fermamente, lo portarono nel lontano ’78 ad allontanarsi dalla scena politica, ma non sopirono mai in lui quello spirito guerriero che continuava a ruggire, quella scintilla creatrice che voleva creare.
E quella stessa passione e capacità di unione seppe usarla nella formazione della famiglia. Incontrò la donna amata negli anni ottanta e da quell’amore fece nascere tre figlie,alle quali insegnò il rispetto di determinati valori, il coraggio di farsi alfieri di un pensiero, la voglia di sognare.
La sua grande speranza rimangono i giovani. Oltre ad aprire, sul giornale Segnali uno spazio su cui potersi esporre, darà lezioni di giornalismo nelle scuole elementari e medie. Condurrà una trasmissione televisiva su la defunta Tele Luna, dal titolo “padri e figli” che aveva lo scopo di portare le giovani generazioni a parlare con il passato, a conoscerlo e a non aborrirlo a priori perché troppo violento, né mitizzarlo considerandolo troppo grande.
Il giornale Segnali viene chiuso nel ’99, per crisi economica,per aver prestato fede a chi temendo la sua libertà non gli è stato mai veramente amico.
Muore in un ospedale di foggia il 29 ottobre del 2000,colpito da ictus cerebrale…….. si è spenta una luce.
Ma chi è stato Generoso Simeone,in fondo, non lo riassume la sua opera di giornalista,né di padre,né di politico egli era tutto questo ed anche altro,sapeva stupire e deludere,amare e odiare,ma la sua ambiguità risiedeva nel fatto che prima di tutto egli ha saputo essere soprattutto un uomo.
Perché l’Associazione culturale Generoso Simeone.
L’idea dell’associazione nasce una sera tra un gruppo di ragazzi che vogliono essere protagonisti di un discorso politico, ma una politica che eluda dalle posizioni attuali, troppo simili tra loro e poco chiare. Abbiamo deciso quindi di preparare il terreno ad accogliere il frutto, riabilitando gli spiriti a riprendere la lotta, quella vera, quella che causa rinunce e sconfitte e produce vittime, quella scevra da compromessi e da deviazioni, quella che ha un fine da raggiungere non sacrificabile per il mezzo.
Partendo dall’insegnamento datoci da Generoso Simeone noi vogliamo non soltanto far sentire la nostra voce di dissenso, ma mostrarci propositivi e creativi,soprattutto noi vogliamo essere liberi.
Liberi da ipoteche partitiche o da manette di un passato che, seppur non rinnegandolo, ci stà stretto.
Il nostro obiettivo è creare un dibattito giovanile, una fonte di menti creative, che un domani diventino la classe dirigente capace di cambiare l’ordine sociale.
La tradizione a cui facciamo riferimento è ovviamente quell’insieme di valori che sono innati in noi e che accresciuti dall’educazione e dall’esperienza, manifestiamo nelle scelte della vita. Noi sentiamo un segmento ideale con ciò che è stato, dalla Grecia a Roma, ma non siamo schiavi di una simbologia e di un linguaggio troppo spesso usato,per dirla con Freda:”…noi non conserviamo santini unti di patina agiografica, né proseguiamo le esperienze concluse e gli esperimenti esauriti dal movimento legionario romeno, da quello nazional-socialista tedesco e da quello fascista italiano. Noi rappresentiamo invece un nuovo segmento sulla medesima linea retta, punti successivi che subentrano ai precedenti nello stesso significato in loro racchiuso, provvisori quanto i precedenti negli atti e nelle opere, “provvidenziali”quanto i precedenti nei compiti e nelle funzioni”.
Noi pensiamo che sia possibile parlare oggi di giustizia, comunità, fede senza dipendere da ciò che è stato.
La cultura deve quindi servire a prepararci alla lotta a farci meglio riconoscere gli obiettivi ad unirci sotto l’egida di un’idea,non di un uomo né di un interesse. Dimostriamo di saper fare e di avere la volontà di agire, per uscire definitivamente dalle strumentalizzazioni cui siamo soggetti e dall’omologazione di un pensiero che ci impongono di seguire.
Il nostro teatro di azione sarà il territorio di Benevento e provincia, ma siamo aperti a collaborazioni con associazioni culturali di altri territori, di qualsiasi estrazione politica, che condividano con noi un medesimo fine, anzi noi cercheremo di aprirci all’esterno dopo esserci internamente stabilizzati.
Noi cercheremo di essere un esempio, di fornire una luce; ci auguriamo che tanti la seguano.
Le attività dell’associazione culturale saranno :
- riscoperta di autori resi illegittimi e dimenticati;conferenze politico-culturali riguardanti sia il territorio che tematiche nazionali ed internazionali;
creazione di un bollettino interno;
cineforum con dibattito;
manifestazioni sportive ed escursioniste.

