La fantasy, la politica, la mistificazione

03 giugno 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

di Franco Cardini

File:Tolkien 1916.jpgSe in questi tempi così tristi (il massacro dei pacifisti al largo di Gaza, i tagli governativi alla cultura…) avessi voglia di ridere, la polemica scatenata da un articolo di Loredana Lipperini su “Repubblica” a proposito dell’opera letteraria di Tolkien avrebbe sul mio umore un benefico effetto. A Modena si tiene un convegno su “Tolkien e la filosofia”: e la giornalista coglie l’occasione per lamentare il fatto che per troppo tempo la “sinistra” abbia lasciato alla “destra” un equivoco monopolio sul grande autore di heroic fantasy, per ribadire il giudizio sull’inconsistenza della “cultura di destra” e per chiedere che finalmente si faccia giustizia e si restituisca il filologo e romanziere cattolico inglese all’àmbito culturale cui egli naturalmente e di diritto appartiene. Ch’è, ovviamente, quello della “sinistra”.

Verrebbe voglia di farci sopra due risate, dicevo. Ma in realtà par di sognare. E’ davvero mai possibile che, dopo tutto quel ch’è successo nel circa quarantennio trascorso tra l’approdo in Italia del capolavoro di Tolkien, Il signore degli anelli, si torni adesso a parlare di certi temi alla luce d’uno schema non solo manicheo, ma francamente frusto e irriproponibile come quello della contrapposizione “destra”-“sinistra”? Già allora, negli Anni Settanta, l’opposizione a quel groviglio di luoghi comuni era forte e diffusa: oggi, si rischia perfino – leggendo certi articoli – di non riuscir più a capire di che cosa si stia parlando. L’articolista di “Repubblica” sembra uscita da un lungo periodo d’ibernazione: e ci ripropone così, papale e papale, la vecchia massima vittoriniana e togliattiana, “La destra non ha cultura”, dalla quale discende l’assioma “ergo, se qualcosa ha a che fare con la cultura, non può essere di destra”.

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La rivoluzione impossibile, Lamezia Terme

28 maggio 2010 · Scritto in Eventi da Carmine Giangregorio

Il giorno sabato 5 giugno, alle ore 18.30, nella Libreria Gioacchino Tavella (via Crati 15/17), a Lamezia Terme; Marco Tarchi presenterà il suo libro “La rivoluzione impossibile”. Interverranno con l’autore anche Vittorio Mete e Alberto Scerbo.

TARCHI

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Ancora prove di oscuramento e di psico-polizia

28 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

Aggressione istituzionale al giocatore della Roma Daniele De Rossi reo di avere contestato la “tessera del tifoso” e le attività repressive della Polizia in servizio agli Stadi.

“Se andiamo avanti con la tessera del tifoso, è necessaria anche quella del poliziotto… Per quanto mi riguarda sono contrario. Se fosse sufficiente a risolvere i problemi potrei anche accettarla. Ma non servirà a far scomparire la violenza nei nostri stadi. Non è giusto schedare una persona prima che abbia acceso un fumogeno o tirato un sasso. Il calcio è ostaggio della televisione, degli sponsor, forse anche degli Ultras, che però sono la parte positiva del nostro sport”. E poi? E poi De Rossi non ci sta al pestaggio di Stefano Gugliotta, massacrato dalle guardie al termine della partita di coppa Roma-Inter. “Sulla vicenda – ha continuato il centromediamo nazionale – non ho visto comunicati come quando mi sono permesso una dedica ad un familiare ucciso”.

Esprimere il proprio pensiero specie se questo coincide con la verità è proibito nello Stato del “pensiero unico” dove la corruzione ed il malcostume dominano incontrastati a tutti i livelli istituzionali e privati e dove il sistema-calcio costituisce una sorta di “acqua putrida” che tutto insozza ed ingoia.

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Gli Intoccabili – Operazione “Militia”

28 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

da Giustizia Giusta

Stato di Polizia e Prove di Oscuramento

L’operazione messa a punto il 20 maggio nei confronti di quattro militanti di Militia, ancor prima che essere stata mirata non a caso alla vigilia della riunione dei quadri dell’Associazione, assume i caratteri di una prova di nuova repressione coincidente con quanto va preparandosi con legge dello Stato contro i siti antagonisti prendendo a pretesto il reato di “antisemitismo”. Abbiamo già più volte denunciato le manovre che su indicazione imperativa della parlamentare del PdL e rappresentante del Knesset Fiamma Nirenstein vanno, con cadenze avvolgenti, a colpire quanti si rifiutano di accettare le logiche imperialiste Usa/Israel e di considerare in positivo la valenza politica che vede la Colonia Italia succuba del sionismo internazionale. Insomma, chiunque osi in termini culturali e geopolitici combattere il potere usurocratico mondialista e globalizzante è reo di “lesa democrazia” e va quindi cancellato a livello di opposizione sistemica. Siamo al “Bavaglio delle Idee” costruito dalla “Polizia del Pensiero”:

Nel caso indicativo e specifico dell’operazione “Militia” abbiamo dovuto assistere alla spettacolarizzazione mediatica riferita a trasgressori abituali razzisti ed apologeti del Fascismo (come dispone la libertaria normativa della Legge Scelba e della Legge Modigliani-Mancino) che avrebbero – e non entriamo nel merito – compiuto reati a dir poco risibili se solo consideriamo quanto verificatosi storicamente ad opera dei militanti della Comunità ebraica romana che sono passati penalmente indenni attraverso le maglie della giustizia democratica.

E tanto per ricordare ai dimentichi professionali ed ai neo-circoncisi alemannidi riproponiamo la denuncia apparsa sul numero maggio-giugno dell’anno 2007 di Giustizia Giusta in occasione dei “fatti di Teramo”.

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Dalla loro roccaforte di New York gli Ebrei americani controllano il mondo?

20 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

clip_image002Vi sono due maniere per esercitare un potere politico: conquistarlo ed esercitarlo in prima persona, oppure raggiungere nell’ombra, avanzando pazientemente e sistematicamente, delle posizioni importanti al fianco dei potenti, onde esercitare su di loro un influsso più o meno discreto, più o meno velato, ma pur sempre determinante.

Si prenda, come classico esempio di questa seconda strategia, il libro veterotestamentario di Ester; e si vedrà come anche una donna, nel contesto di una monarchia assoluta come quelle del Medio Oriente antico, possa svolgere la funzione decisiva di promotrice degli interessi di una minoranza religiosa, spazzando ogni ostacolo davanti ad essa, meglio di come avrebbe potuto fare un politico sperimentato o un esercito in assetto di guerra.

Ester è la sposa del re Serse e suo zio Mardocheo la spinge a chiedergli grazia, mettendo a nudo le perfide macchinazioni del ministro Aman. Ester prende l’iniziativa e la situazione si capovolge: Aman viene messo a morte sullo stesso patibolo che aveva fatto preparare per Mardocheo, dopo essersi dovuto umiliare davanti a quest’ultimo; Mardocheo viene esaltato e, addirittura, nominato primo ministro al posto di Aman. Per finire, gli Ebrei operano un vero e proprio massacro preventivo: insorgono in tutte le province dell’Impero persiano e, con l’aiuto dei satrapi e dei funzionari regi – tutti timorosi di Mardocheo – uccidono, in un gigantesco bagno di sangue, tutti coloro che avevano preparato la loro rovina.

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Terrorista o marionetta?

19 maggio 2010 · Scritto in Varie da Carmine Giangregorio

di Maurizio Blondet

Faisal Shahzad, il pakistano-americano trentenne, è accusato dunque di terrorismo internazionale  nonchè di «tentato uso di un’arma di distruzione di massa». Ossia il SUV Nissan Pathfinder che ha piazzato in Times Square a Manhattan.

Notevole, anzitutto, l’elasticità che la terminologia assume in questi casi. Una volta, «armi di distruzione di massa» erano le testate atomiche, i bombardamenti al fosforo su Dresda nel ‘45 (250 mila inceneriti), magari i proiettili all’uranio impoverito (anzi no, quelli no), i gas nervini tipo Sarin.

Poi anche l’antrace è diventato arma di distruzione di massa. Più tardi, hanno assunto il titolo di «armi di distruzione di massa» i razzi lanciati da Gaza assediata su Sderot. Adesso è arma di distruzione di massa un Suv con propano, benzina, fuochi d’artificio come innesco e un bel po’ di fertilizzante «del tipo che non esplode», hanno precisato gli inquirenti. (Times Square bomb used non-explosive fertilizer)

Secondo l’accusa Shahzad «ha ricevuto addestramento in esplosivi in Waziristan», Pakistan, dove notoriamente si nascondono «i capi di Al Qaeda».

Tocca di  nuovo far notare la prodigiosa estensione semantica dei termini. Di norma, si ritiene che un terrorista «addestrato in esplosivi», specie in Waziristan, sia effettivamente in grado di far esplodere un ordigno da lui fabbricato. O, come minimo, di riconoscere un fertilizzante esplosivo da uno che non esplode. Invece, Shahzad non è stato in grado di far esplodere non si dice il propano, ma neppure i fuochi d’artificio. Un venditore ambulante di Times Square (per inciso, un senegalese musulmano) ha visto un po’ di fumo uscire dall’auto, ed ha avvisato la polizia.

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Decisamente, i terroristi islamici stanno peggiorando in quanto ad armi di distruzione di massa; dalla magnifica performance che distrusse le Twin Tower al bombardiere con la bomba nelle mutande (ustioni ai genitali: di massa), fino a Shahzad con il fertilizzante non esplosivo, c’è veramente da rattristarsi: il decadimento dell’istruzione in Waziristan è ancor più rapido del degrado della scuola pubblica italiana. Entrambe diplomano analfabeti.

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Una nuova casa editrice al Salone del Libro: Israele.

19 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

Editoriale di Infopal.

Chi si reca al Salone del Libro di Torino, tra le centinaia di gazebo delle varie case editrici s’imbatte anche in quelli di enti e organismi che case editrici non sono: la Polizia di Stato, l’Esercito Italiano, Enti regionali di promozione turistica (ad es. la Sardegna), Istituti culturali (ad es. la Romania), organizzazioni religiose (Baha’i, Ahmadiyya, Società bibliche ecc.), associazioni professionali (notai ecc.). Tutti, comunque, si trovano lì per promuovere le loro edizioni: dai volumi sulle “missioni di pace” ai vari “libri sacri”, dalle riviste giuridiche ai testi che illustrano la cultura e le bellezze di alcune regioni d’Italia e del mondo. Vi sono anche gli stand dell’Istituto Poligrafico dello Stato e del Ministero dei Beni culturali, entrambi pertinenti nell’ambito di un evento fieristico dedicato all’editoria.

Tutti quelli che non sono case editrici in senso stretto, inoltre, presentano ai visitatori quel che giustifica la loro presenza in fiera: le loro pubblicazioni, che esprimono loro stessi, le loro iniziative ecc. Per di più, i sardi non presentano libri in cui parlano male dei siciliani, i romeni non espongono pubblicazioni antimagiare, la Polizia non fa lo sfottò ai Carabinieri eccetera.

C’è anche uno stand dedicato all’India: ed è normale, perché si tratta della nazione ospite d’onore dell’edizione 2010 del Salone. Anche nello stand dell’India si parla dell’India e si espongono opere pubblicate in India, ma non si distribuiscono testi antipakistani.

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Due difensori eroici di una Germania umiliata e offesa: Horst Mahler e Sylvia Stolz

19 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

In un recente comunicato, l’Americano Michael Santomauro («ReporterNotebook@gmail.com») ci informa che il revisionista Horst Mahler, nel corso del suo processo a Monaco nel gennaio 2009, ha aperto la propria dichiarazione preliminare ricordando quanto dissi sulle prodezze belliche dell’asse americano-sionista:

«L’asse americano-sionista ha fosforizzato i bambini tedeschi, atomizzato quelli giapponesi, trattato i bambini vietnamiti con l’agente arancio e quelli iracheni con l’uranio impoverito. È tempo che i vinti, gli umiliati, gli offesi replichino con quella che da tempo chiamo “l’arma atomica del povero”, il revisionismo storico; tale arma non uccide né mutila alcuno; non uccide che la menzogna, la calunnia, la diffamazione, sia il mito della “Shoah” che l’infame shoah business caro a Bernard Madoff, a Elie Wiesel, alla coorte dei “miracolati” e agli assassini dei bambini di Gaza (Professor Robert Faurisson)». «Die amerikano-zionistische Achse hat die deutschen Kinder phosphorisiert, die japanischen Kinder atomisiert, die vietnamesischen Kinder mit dem orangenen Boten behandelt und die irakischen Kinder mit dem abgereicherten Uran. Es wird Zeit, daß die Besiegten, die Erniedrigten und Geschmähten mit dem zurückschlagen, was ich seit langem als die “Atombombe der Armen” bezeichne, d.h. mittels des geschichtlichen Revisionismus. Diese Waffe tötet niemanden und entstellt niemanden. Sie tötet nur die Lüge, die Verleumdung, die Diffamierung, den Mythos der “Shoah” ebenso wie das gräßliche Shoah-Business, das Leuten wie Bernard Madoff, Elie Wiesel, den Kohorten der “wundersam Geretteten” und den Mördern der Kinder in Gaza so teuer ist. » (Professor Robert Faurisson) (il messaggio diffuso all’epoca da H. Mahler e contenente la sua dichiarazione del 12 gennaio 2009 link è disponibile su Internet grazie all’Adelaide Institute.)

Horst Mahler è stato condannato a quasi tredici anni di prigione. Egli ha 74 anni. Per quanto la riguarda, la sua amica e collega Sylvia Stolz, «la Giovanna d’Arco tedesca», è stata condannata ad oltre tre anni di prigione per avere, durante il processo di Ernst Zündel del quale era avvocato, svolto il suo compito di difensore senza nascondere le proprie convinzioni revisioniste. Ella ha 46 anni. Prima di loro, e per le stese ragioni, molti altri revisionisti sono stati incarcerati dalla giustizia tedesca od austriaca. È su iniziativa di Berlino che E. Zündel ha passato più di sette anni nelle celle americane, canadesi e tedesche. In Austria sono ancora in carcere alcuni revisionisti, tra i quali Wolfgang Fröhlich e Gerd Honsik. La Germania, Austria compresa, è questa. Tranne una minoranza particolarmente eroica dei suoi figli, sembra essersi sottomessa alla legge dei vincitori che, troppo spesso lo si dimentica, non hanno, dopo sessantacinque anni, pensato di firmare un trattato di pace con lei. Forte dei suoi «scudi atomici», delle sue «barriere di protezione» e, soprattutto, della sua arma suprema, la Grande Menzogna dell’Olocausto, l’asse americano-sionista vuole dettare legge al resto del mondo. Ma con le minacce, la paura e la menzogna non si costruisce nulla di duraturo. Per cominciare, la Grande Menzogna dell’Olocausto viene, grazie ad Internet, sempre più contestata. Certo, essa ha dato vita ad una religione, e su questo piano le rimangono ancora dei bei giorni da vivere, ma sul piano della scienza storica ha recentemente esalato l’ultimo respiro nella massima discrezione. Almeno, questo dimostrerò presto in un testo che tratterà della sopravvenuta morte, sul piano storico e scientifico, delle camere a gas naziste.

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Il pallone era rotondo anche 4 anni fa

12 maggio 2010 · Scritto in Articoli da Carmine Giangregorio

da il Foglio quotidiano

clip_image004Quattro anni dopo il diluvio, la Juventus ha deciso di difendersi dalle accuse di aver manipolato l’ex campionato più bello del mondo, malgrado le sentenze l’avessero condannata alla serie B per “non” aver commesso il fatto, visto che non sono state trovate né partite né arbitraggi né sorteggi irregolari. Il giudice della sentenza d’appello, Piero Sandulli, aveva detto che “non c’erano illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato, l’unico dubbio riguardava la partita Lecce-Parma”. Le violazioni di calciopoli sono state “etiche”, comportamentali, di etichetta ed è stato sufficiente celebrare un processo, come quello che si sta svolgendo a Napoli, anziché una parodia da bar dello sport con giudici scelti dall’accusa un paio di giorni prima del processo sportivo e abolendo uno dei gradi di giudizio, per accertare che i comportamenti di Luciano Moggi erano diffusi anche tra i suoi competitor. “Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla lunghezza d’onda”, aveva detto uno dei giudici a commento delle sentenze.

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