Buon Solstizio (in ritardo)

22 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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In linguggio astronomico il solstizio d’inverno è il giorno in cui il sole tocca il punto più basso dell’ellittica, quasi come se si allontanasse e sprofondasse nella notte. All’epoca delle grandi glaciazioni, l’umanità di razza bianca rimasta sul continente europeo celebrava in questo giorno la morte e la resurrezione del sole. All’alba, dopo la notte più lunga dell’anno, fuochi a forma di ruota salutavano il sole invitto risorgente dall’abisso. Oggi, sull’orizzonte dell’Europa, è solstizio d’inverno, un interminabile inverno di servitù e di vergogna. Ma noi crediamo, noi vogliamo credere all’imminente resurrezione della luce”.
ADRIANO ROMUALDI (1940 – 1973)

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Mass Media e spirale dell’Odio

20 dicembre 2011 · Scritto in Articoli da Administrator

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Il prof. Cardini fa un’analisi lucida degli ultimi fatti da Firenze a Roma e dell’atteggiamento dei massmedia sempre pronti ad incrementare la spirale dell’odio, individuando colpevoli e complici.

Ho buoni rapporti con la redazione fiorentina de “La Repubblica”: sono sempre molto gentili, m’intervistano spesso. E’ vero che nemo propheta in patria, ma in fondo l’aver  scritto, parlato e insegnato per lunghi decenni nella mia città ha pur voluto dir qualcosa.

            Ma lassù, nei quartieri alti della Direzione Megagalattica del Quotidiano dei Cittadini Laici, Democratici & Intelligenti, ci dev’essere qualcuno che non mi  ama. E’ vero: anche da lì, talvolta, partono al mio indirizzo  segnali benevoli; qualche amico ce l’ho. Ma in genere non si sprecano. Di recente, la Laterza ha pubblicato un mio libro di quasi ottocento pagine, Il Turco a Vienna, dedicato all’assedio ottomano del 1683 alla capitale del Sacro Romano Impero e che mi è costato almeno cinque anni di duro lavoro e di ricerche in mezza Europa, quasi tutte pagate di tasca mia. Sembra che le vendite  vadano  bene , e molti giornali ne hanno parlato come di un evento culturale importante. Non sta a me decidere. Ora, l’Editore mi avverte che giorni fa “La Repubblica” – che spesso regala paginoni a illustri carneadi – mi ha dedicato una scarna, svogliata nota. Bontà sua.

            Invece, di  molto minor distrazione il medesimo quotidiano mi  fa oggetto quando si tratta di aspetti problematici se non imbarazzanti del mio curriculum. Ogni volta che ad esempio si parla di neofascismo, specie in contesti delicati se non atroci quali i commenti al tragico fatto di sangue fiorentino del 13 dicembre scorso, ecco rispuntare il nome di tal Franco Cardini che negli Anni Sessanta, poco più che ventenne, militava nell’organizzazione “Giovane Europa”, bollata (e non stiamo qui a discutere se e fino a che punto con ragione) come “neonazista”. Proprio il 15 dicembre, due giorni dopo l’uccisione di due senegalesi da parte di un cinquantenne pistoiese che non è forse imprudente definire squilibrato, Gianluca Casseri, ecco che il quotidiano romano delle Persone Intelligenti dedica un intero paginone (p.21) all’ “Allarme razzismo”: e, in un articolo a firma Carlo Bonini dal titolo Neofascisti, traccia anche graficamente l’albero genealogico dei gruppi estremisti. E lì mi ritrovo insieme con l’odierno esponente leghista Mario Borghezio citato quale radice, in quanto affiliato tra 1956 e 1975 (in realtà la mia esperienza riguardò il periodo 1965-1969) a “Giovane Europa”, della malapianta dalla quale sarebbero usciti  i gruppi animati da (orrore!) Franco Freda) e cui s’ispirerebbe oggi (raccapriccio!) “Casa Pound”. Insomma, un filo nero legherebbe uno studioso settantunenne noto, tra l’altro, per le sue posizioni sovente rilevate (anche da “La Repubblica”) come “filomusulmane” a un cinquantenne asceso al disonore della cronaca per aver sparato all’impazzata su un mucchio di extracomunitari. E tutto ciò naturalmente, come se nulla fosse, senza un rigo di commento e di precisazione. Continua a leggere »

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Convegno: “Un’altra unità d’Italia era possibile?”

14 dicembre 2011 · Scritto in Conferenze, Eventi da Administrator

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L’ Associazione culturale “G. Simeone” organizza il convengno 

“Un’altra unità d’Italia era possibile?”

Venerdì 16 Dicembre 2011 ore 18:00, Benevento

presenta:
Marina Simeone (Presidente Ass. “G. Simeone”);
intervengono:
Pietro Golia (Edizioni Controcorrente);
Gianandrea de Antonellis (docente di letteratura e storico);
Bonifacio Malandrino  (professore,  filosofo e poeta)

Sala Associazione io x Benevento, via Maria Pacifico, 70.

…Eppur tra il coraggio che

soccombe e la dignità che si perde,

si fa talora sentire una

parola ferma ad intonare il vero…˜

 

 

 

 

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Se sette Italiani su dieci non capiscono la lingua

14 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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Interessante articolo tratto da IlCorriere.it.
Le lingue, sempre in costante evoluzione, vivono un continuum di cambiamenti dalla loro nascita e, nell’arco di secoli, tramite istituzioni, media e consuetudini cambiano in modo piuttosto evidente, tendendo sempre di più a semplificarsi (si pensi al Latino che diventa volgare in tutta Europa per “comodità” d’uso seguendo le varie tappe che conoscono più o meno tutti). Le lingue cambiano senza che i parlanti se ne rendano conto, e solo dopo un forte cambiamento, per il quale ci vogliono diversi decenni, confrontando la “nuova lingua” con quella “vecchia”, ci si rende conto dei cambiamenti avvenuti che, per mezzo delle istituzioni politiche e linguistiche (si pensi ai ministeri introdotti per questo motivo nel 1861), vengono ufficializzati, rendendo arcaiche le vecchie maniere e il vecchio linguaggio. Dalla metà del secolo scorso a oggi c’è stato un cambiamento linguistico visibile “in diretta”, anche da un occhio non esperto, che negli ultimi due o tre decenni ha subito un ulteriore impennata a causa (grazie?) all’utilizzo di Internet e alla massiccia cablatura dell’intero pianeta. La semplificazione linguistica di cui sopra, sta avvenendo in tutti i modi e su tutti i campi, dallo scritto, al parlato, alla grammatica [pochi sono i parlanti che riescono ad infilare un tempo verbale esatto all'interno di una frase, e che tendono a usare sempre gli stessi (errati) modi verbali]. L’analfabetismo di ritorno ci porterà alla naturale evoluzione della lingua. Tra qualche decennio (speriamo ancora molti) useremo solo l’indicativo e la parola casa ci indicherà tutte le sue accezioni, numero e le altre informazioni necessarie, a seconda del contesto in cui la usiamo. Se oggi diciamo “Se fossi stato a casa non mi sarei ammalato”, domani diremo “Se ero casa, non ammalavo me”, magari farcendo il periodo con neologismi angloitaliani e slang da bassifondi delle metropoli statunitensi. L’evoluzione è naturale, ma noi Italiani la stiamo “aiutando” molto, dimenticando i piaceri della lettura. Forse un secolo fa l’analfabetismo (l’incapacità totale di scrivere o addirittura di leggere) era più diffuso, ma probabilmente si sarebbero fatte carte false per poter leggere un solo canto della Divina Commedia o qualche pagina de I Promessi Sposi. Oggi, seppur con tutte le lacune immaginabili, abbiamo un sistema scolastico che, quantomeno, insegna a leggere e a scrivere, ma stiamo condannando la nostra lingua a diventare un surrogato di improbabili conversazioni su social networks.

 

Ecco l’ articolo!

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14000 € al mese, e la vicepresidente del Pd: “Ma io faccio una vita normale, faccio la spesa alla Coop”

13 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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Dopo le miserabili performances dell’ingioiellata e pentita Elsa Fornero riguardo i sacrifici che a breve (??) la classe operaia dovrà affrontare, ecco presentata all’Italia una nuova campionessa, una signora che prende in un mese lo stipendio annuale di un operaio ma, nonostante questo, subisce l’onta di dover fare spesa alla Coop (potrebbe vantarsi di aiutare il mercato a chilometri zero, non le già, non sempre in modo lecito, strafinanziate Coop, tra l’altro). Hanno anche il coraggio di parlare di congiure ai loro danni, dopo aver rovinato una Nazione e un continente.



Articolo

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Silad Shalit, cittadino romano… Per sempre

13 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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Ecco l’articolo tratto da LaRepubblica.it. Notare come la libertà di un eletto sia valsa quella di mille sporchi Palestinesi e come, dopo decenni di bombardamenti gli Israeliani si definiscano ancora vittime di terrorismo e persecuzioni religiose, dunque autorizzati a commettere le peggiori nefandezze.

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Lezioni Ecuadoriane: se il debito è illegittimo non si paga.

12 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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Interessante articolo di Andrea Degl’Innocenti, ripreso dal blog ilcambiamento.it, un giornale virtuale di libera informazione, che si pone l’obiettivo, nobile, di poter divenire un luogo reale di cambiamento.

Parliamo di vulcani. E di eruzioni. Tempo fa, in Islanda, l’impronunciabile vulcano Eyjafjallajökull sbuffava nubi di ceneri bianche mandando in tilt i collegamenti aerei di mezzo mondo; allo stesso tempo il popolo islandese decideva di sollevarsi contro i poteri forti della finanza globale.
Nell’altro emisfero, in Ecuador, da qualche anno si è risvegliato il potente Tungurahua – appena più facile da pronunciare, ma neanche poi tanto – proprio nel periodo in cui il presidente Rafael Correa dichiarava il debito estero che gravava sulle spalle dei suoi cittadini “illegittimo ed illegale”.

In una sinergia quasi sovrannaturale, sembra che la natura e gli esseri umani si destino all’unisono, in varie parti del mondo, in un moto di ribellione verso i propri oppressori. Che a ben vedere, per l’una e per gli altri, sono i medesimi. Quell’elite finanziaria che controlla l’economia globale, possiede corporazioni e multinazionali, controlla le banche e gestisce i mercati, è
responsabile da un lato dei maggiori crimini ambientali: emissioni nocive, fallimento dei vertici internazionali sul clima, deforestazione, disastri  petrolieri; dall’altro della schiavitù dei popoli, oppressi da debiti immensi, privati dei propri diritti e della sovranità nazionale.

Dunque è curioso vederli sbottare all’unisono, quasi che vulcani ed esseri umani siano due diversi strumenti nelle mani di un unico potente flusso vitale. Ma accantoniamo la retorica e andiamo a vedere cosa è successo. Dell’Islanda, e di come il popolo si sia ribellato ai poteri forti internazionali e abbia dato vita ad un percorso di democrazia partecipata, vi abbiamo già parlato tempo addietro. Occupiamoci dell’Ecuador. Continua a leggere »

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Equitalia, esplode pacco bomba, ferito il direttore dell’agenzia

09 dicembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

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Tratto da ADNKronos

ROMA – Un pacco bomba è esploso all’Agenzia Equitalia di via Andrea Millevoi 10, a Roma, in zona Cecchignola. Sul posto gli artificieri. Indaga la Digos. Il plico è stato recapitato via posta. Si tratta di una busta imbottita indirizzata a Marco Cuccagna, direttore generale della stessa agenzia per la riscossione dei tributi che è rimasto ferito alla mano, perdendo la falange. L’uomo è stato trasportato in codice giallo al Sant’Eugenio.

INDAGINI – Attentato con finalità di terrorismo. Per questa ipotesi di reato la procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Le indagini sono coordinate dall’aggiunto Pietro Saviotti. La procura di Roma non ha dubbi: il pacco bomba che ha ferito il direttore generale di Equitalia è di matrice anarchica. Del resto, era di provenienza anarchica anche il plico esplosivo inviato ieri al presidente della Deutsche Bank, Josef Ackermann. Lo scorso anno, proprio di questi tempi, la galassia anarco-insurrezionalista italiana era ritornata sulla scena con l’invio di una serie di pacchi bomba a numerose ambasciate e sedi diplomatiche della capitale. Adesso nel mirino dell’organizzazione terroristica sembrano essere finiti personaggi e istituti legati agli ambienti della finanza e dell’economia.

QUESTORE: «C’E’ ALLARME» – Dopo la bomba in Germania, secondo il questore di Roma Francesco Tagliente, «c’è un allarme». Così ha dichiarato il questore uscendo dalla sede di Equitalia di via Millevoi per recarsi in ospedale ad incontrare il dg ferito, che ha ricevuto la solidarietà del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

MONTI SOLIDALE – Anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha espresso la propria solidarietà e vicinanza umana e istituzionale a Cuccagna. E ha manifestato al presidente di Equitalia Attilio Befera la propria stima e sostegno per l’azione fin qui svolta». Dice Monti: «Equitalia ha sempre svolto e continua a svolgere esclusivamente il proprio dovere, nel pieno rispetto delle leggi. Una funzione essenziale per il funzionamento dello Stato, senza la quale non sarebbe possibile erogare servizi ai cittadini ed alle loro famiglie».

IL DIRETTORE FERITO – Marco Cuccagna è direttore generale di Equitalia SpA. Sul sito internet dell’Ente riscossore si legge che «dal 2007 ha guidato, come Amministratore Delegato, Equitalia Cerit, la società di riscossione per le province di Firenze e Massa Carrara. Dal 2002 al 2007 ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Ufficio Pianificazione e controllo dell’Agenzia delle entrate. Nel biennio 2001-2002 è stato Direttore amministrazione finanza e controllo di Immobiliare Rio Nuovo spa del Gruppo Deutsche bank. Dal 1999 al 2001 è stato Responsabile della funzione pianificazione e controllo di Metropolis spa del Gruppo Ferrovie dello Stato. Dal 1995 al 1999 ha lavorato come Responsabile della sede di Roma della Hyp Solutions Italia. Dal 1990 al 1995 ha svolto l’attività di controller per l’Iritecna/Fintecna spa. Dal 1986 al 1990 ha lavorato nella divisione Audit dell’Arthur Andersen Roma. Laureato in Economia e commercio all’Università ‘La Sapienzà di Roma. È sposato e ha due figli».

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