Lo strano caso di Mister Drake.

02 novembre 2011 · Scritto in Varie da Marina Simeone

Share

Oltre che piacevole questo breve scritto di Veneziani apparso su “Il Giornale” è quanto mai incisivo. Ci mostra il vero volto dell’Italia finanziaria, quella forse mai “Unita”, ma sempre colonia della mente anglosassone.

Il nostro ricordo per questo deve continuare ad andare a chi, invece, da Italiano vero, ha saputo mostrare libertà nel pensiero e nell’azione, non in virtù di un interesse personale, ma nazionale, come il Professor Auriti, citato nell’articolo che segue.

fonte: Il Giornale

 

Da italiano sono fiero che il governatore della Banca centrale europea – che oggi si insedia- sia italiano. Ma Draghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

Mister Drake è inglese dentro. Visse a Londra, fu vicepresidente della Goldman Sachs, fu sempre molto british. Ricordo ( lo pubblicai in solitudine su L’Italia settimanale ) quel 2 giugno del 1992 a bordo dello yacht Britannia di Sua Maestà la Regina quando alcuni big della finanza fecero la festa alla Repubblica italiana svendendola a pezzi.

Decisero i destini del nostro Paese non nelle sedi istituzionali e in territorio italiano, ma su una nave che batteva bandiera britannica. Tra loro a bordo c’era Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro.

Dopo quell’incontro ci furono cessioni, fu svalutata la lira e le finanziarie di Wall Street poterono accaparrarsi i pezzi forti dell’azienda Italia a prezzi scontati. La carriera politica di Prodi, senior partner della Goldman, nacque lì.

Tre mesi dopo quel summit sullo yacht, in Assolombarda, Prodi suggerì, lui boiardo di Stato, di cedere anche le nostre banche d’interesse nazionale e privatizzare a man bassa. Intanto le grandi agenzie internazionali provvedevano a declassare il nostro Paese, favorendo la svendita.

Vorrei dedicare la nomina di Draghi a due persone. A un sognatore della sovranità popolare della moneta che denunciò la Banca centrale, il professor Giacinto Auriti.
E a un controverso governatore cattoitalo- ciociaro che contravvenne ai poteri forti e fu massacrato, Antonio Fazio.

Auguri Mister Drake.

Share

Siamo arrivati a sette miliardi… Alcuni spunti di riflessione

02 novembre 2011 · Scritto in Ecologia, Varie da Administrator

Share

Benvenuta Danica, e auguri alla famiglia May Camacho. Dopo un inizio settimana a base di feste sataniche, alluvioni e terremoti ecco giungerci la buona notizia: su una porta a Manila, capitale delle Filippine. è stato appeso il fiocco rosa dell’essere umano numero sette miliardi.

Buona notizia… Fino a che punto? Per il 2024 (calendari Maya permettendo) è prevista la soglia degli 8 miliardi, e solo per il 2042 quella dei 9 miliardi. Anche sperando nell’utilizzo futuro di fonti rinnovabili, il Pianeta non può reggere facilmente un incremento così brusco e così poco naturale, se pensiamo che all’inizio dell’Ottocento eravamo poco più che un miliardo di individui. È opportuno ricordare che, esculdendo l’Antartide, oltre la metà della popolazione mondiale occupa solo il 2% della superficie terrestre, e a crescere demograficamente in modo vertiginoso sono i paesi come la Cina e tutti quelli che occupano il bassopiano indo-gangetico, paesi che, in nome della loro attuale entrata in gioco al fianco delle grandi potenze economiche mondiali e del sogno di uno sviluppo industriale veloce, si sono raramente permessi il lusso di anteporre politiche ambientaliste all’interesse economico. Quanto è opportuno, dunque, addensare vari miliardi di persone in queste regioni già piuttosto instabili? Ricordiamo anche che anche il Terzo Mondo subsahariano è assillato da tali questioni suscettibili di provocare epiloghi catastrofici e ingovernabili. Qual è dunque la soluzione? Augurarsi una catastrofe come quella che fu l’esplosione del supervulcano Toba? No, anche se in un’ottica futura, col senno di poi, un tale evento potrebbe considerarsi risolutivo per i problemi di sovraffollamento, guerre e inquinamento, sarebbe piuttosto seccante e quantomeno curioso rimanere vittime di una catastrofe naturale in nome della salvaguardia della specie. Ancora più seccante sarebbe augurarselo (anche se non sono le nostre speranze a deviare il corso naturale degli eventi). La soluzione è, come sempre, banale, ma non semplice da attuare: per una volta la classe politica e industriale dei paesi in via di sviluppo dovrebbe aprire gli occhi, assumendo una larga veduta degli eventi, non solo dei soldi che riescono a farsi entrare nelle tasche, e investire, non in un’economia di sfruttamento e di distruzione, bensì, in un’economia pulita che, sì, nell’immediato si rivelerà meno lucrosa del devastare terre e oceani, ma a lungo andare sarà sicuramente più salutare per la nostra permanenza sul Pianeta. Ovviamente l’impegno “dall’alto” dovrebbe essere accompagnato da un impegno della popolazione e da una sua maggiore educazione, istruzione e attenzione. Solo allora, pure se con non pochi problemi, si potrà affrontare la convivenza sul pianeta di così tanti miliardi di individui.

Altro problema, non di ordine economico, dunque meno sentito, è quello etnonazionalistico europeo. Nel generale incremento demografico nel Mondo, l’Europa è l’unico subcontinente ad aver subito un decremento delle nascite*. Se poi aggiungiamo che dei nuovi europei non tutti sono neonati etnici autoctoni, bensì molti sono allogeni, ci viene facile tirare una somma piuttosto preoccupante. Senza parlare di rischio estinzione e di antropologia, non è difficile capire che è necessario, per conservare le diversità culturali, sociali, religiose tra i vari popoli, salvaguardare in primis il retaggio etnico e più strettamente genetico. Non ci vuole, a questo punto, una grandissima conoscenza matematica per capire che il trend attuale di incremento demografico porterà a una neanche troppo lenta situazione di pericolo per gli europei etnici, la loro cultura, la loro storia e il loro retaggio.

Di nuovo auguri, Danica, forse i tuoi figli vedranno un mondo, per quello che si può recuperare, pulito.

A.G.

*= Arrow up green.svg 237,771 milioni in Asia; Arrow up green.svg 92,293 milioni in Africa; Arrow up green.svg 38,052 milioni in America Latina; Arrow up green.svg 16,241 milioni in Nord America; Arrow up green.svg 1,955 milioni in Oceania; Arrow down red.svg -3,264 milioni in Europa; Arrow up green.svg 383,047 milioni nel mondo intero.

Le cifre sono tratte dalla pagina di Wikipedia “Popolazione Mondiale”

Share

Stanziati dalla regione Campania 540 milioni di Euro alle strutture sanitarie

30 ottobre 2011 · Scritto in Territorio, Varie da Administrator

Share

Pubblichiamo questo articolo tratto da www.dasud.com il 27 Ottobre 2011, sperando che i soldi stanziati possano aiutare coloro che da anni promettono alle associazioni di precari nuove assunzioni e contratti più umani a mantenere le promesse, ahimè, finora lasciate in sospeso. Ricordiamo, a tal proposito, che circa un anno e mezzo fà, in una Conferenza dei Sindaci della Provincia di Benevento la maggioranza appoggiò una mozione per far sì che l’attuale sindaco di Benevento, più alta carica sanitaria del comune, ancora al suo primo mandato, si facesse portavoce alla Regione della situazione problematica in cui versavano i dipendenti ospedalieri. Il sindaco del capoluogo non ritenne opportuno, però, accontentare le richieste dei suoi colleghi della Provincia.

 

La Regione Campania ha provveduto alla liquidazione di oltre 540 milioni di euro alle strutture sanitarie. In particolare, sono stati stanziati: 428 milioni alle 7 Asl (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli 1 Centro, Napoli 2 Nord, Napoli 3 Sud, Salerno) e alle aziende ospedaliere Cardarelli, Santobono, Colli, Salerno, Moscati Avellino, Benevento e Caserta, di cui 242 per il saldo delle spettanze di settembre e 186 per l’anticipo di ottobre; 20 milioni agli enti convenzionati, ovvero azienda ospedaliera università Federico II, Fondazione Pascale, azienda ospedaliera II Università, Arpac, ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria, Fatebenefratelli, Maugeri e Villa Betania; 21 milioni per il factoring, ovvero per la cessione dei crediti delle aziende sanitarie;

71 milioni per la cartolarizzazione del debito sanitario. “Procede speditamente il lavoro avviato con il piano di rientro dal debito”, sottolinea il presidente della Regione Campania e commissario alla Sanità Stefano Caldoro. ”Le iniziative messe in campo in questi mesi, grazie alle quali abbiamo ottenuto lo sblocco di parte delle risorse dal Governo centrale, ci consentono di erogare questi finanziamenti. E’ il gioco di squadra che premia il lavoro della intera struttura commissariale e di tutti gli uffici preposti”, conclude Caldoro.

Share

Benevento: Tutti uniti contro la Turbogas…O quasi

30 ottobre 2011 · Scritto in Ecologia, Territorio, Varie da Administrator

Share

Foto dell'IncontroDi seguito l’articolo tratto dalla pagina online del 29 Ottobre 2011 de IlQuaderno, riguardante l’ennesimo incontro avente come tema la realizzazione della Centrale a turbogas tra associazioni, cittadini e amministrazione.

Benevento, patrimonio Unesco o patrimonio dell’inquinamento? Se lo sono chiesti in un incontro organizzato per questo pomeriggio al Museo del Sannio, il comitato contro la Turbogas e i vertici delle amministrazioni sannite. Presenti anche i sindacalisti Megna e Bosco, oltre ad un rappresentante del Comitato che si batte contro la Centrale di Aprilia, in provincia di Latina. “La Luminosa non s’ha da fare”, ha esordito il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile. “La nostra è legittima difesa – ha aggiunto – e ci opporremo con decisione e determinazione”. Dopo l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente, la costruzione della centrale si avverte come pericolo imminente. “Contro quali forze stiamo combattendo? – si è chiesto Cimitile. Pensare che sia solo contro Luminosa non basta. Chi e che cosa c’è dietro?”. Un’opposizione con ogni mezzo contro “l’arroganza dello statalismo” è stata preannunciata durante l’incontro. chiaro anche il senatore del Pdl Mino Izzo: “Sono contro la Turbogas e sono convinto che esistano ancora le condizioni per bloccarne la realizzazione”. Il parlamentare si è anche detto a presentare una nuova interrogazione al Governo dopo quella del 18 novembre 2010. La risposta, ottenuta solo il 16 settembre scorso da parte del sottosegretario Saglia pare non averlo convinto. “Non siamo sconfortati – ha detto l’assessore provinciale all’Ambiente, Aceto – anche se sappiamo che ci sono degli interessi non immediatamente leggibili ma facilmente immaginabili. Ci chiedono programmazione concertata e poi ci espropriano di competenze con i processi decisionali”. Aceto non ha poi mancato di lanciare una frecciata a distanza agli assenti De Girolamo e Colasanto, al De Simone insieme al giornalista di Repubblica, Antonio Caporale: “C’è chi a Roma vota per il nucleare, qui si dichiara contro la centrale e in questo momento partecipa alla presentazione di un libro sull’eolico”.
Chiarezza è stata chiesta anche dal sindaco di Benevento, Fausto Pepe: “Sull’argomento non esiste un piano nazionale d’insieme e nella confusione si rischia di nascondere tutto . non è cosa da poco chiedere chiarezza a chi fa un investimento di questa portata. Il problema non è dato solo dall’impatto ambientale in senso stretto”. Una centrale che non è voluta da nessuno, fino al livello territoriale della regione, che “non è in linea con quello che immaginiamo per la crescita della nostra città e per il nostro territorio”. “Andremo avanti con la nostra battaglia – ha concluso il primo cittadino – senza fermarci mai. La nostra aspirazione per il futuro è scritta in altre ambizioni”.

Share

Rassegana culturale “4 chiacchiere con l’autore”, presenta “Atmosfere in nero”

03 ottobre 2011 · Scritto in Varie da Marina Simeone

Share

L’Associazione culturale Generoso Simeone, sabato 8 ottobre 2011, alle ore 18:30 darà il via alla rassegna culturale “4 chiacchiere con l’autore”, presso la libreria Edicolè, in piazza Commestibili, presso la costruzione che ha sostituito il vecchio mercato.

Il calendario della rassegna sarà reso pubblico a breve e comprenderà giornalisti e scrittori del calibro di Veneziani, Buttafuoco, Magli e tanti altri. Una ennesima occasione per Benevento di essere centro culturale di discussione su temi attuali, offerta dalla nostra Associazione, giovanile, ma mai avventata nelle scelte di carattere culturale e politico.

Il primo libro presentato in rassegna sarà “Atmosfere in nero” scritto da Mario Merlino, osteggiato protagonista degli anni caldi della nostra storia. “Atmosfere in nero” parla di guerra, di sangue e di morte, ma anche di amore, di giovinezza, di vite e destini condizionati dalla guerra. Non è un testo retorico tantomeno nostalgico è un testo che racconta, attraverso la censura del romanzo, la verità di una storia dimenticata, modificata dalla vergogna di chi non ha saputo reggere il peso di una sconfitta oppure non ha saputo gestire il sapore della vittoria. La Repubblica sociale Italiana non diventa soltanto un momento storico infelice per chi lo ha vissuto, ma un’esperienza sentita, resa nelle pagine del libro tanto più viva perché narrata attraverso le voci di reali testimoni. Non c’è però acredine, rabbia, sono risparmiate le scene più brutali o i commenti eccessivamente crudi; la poesia creata ad arte dal professor Merlino entra nella storia viva con delicatezza e ne parla con rispetto accorato.

Un libro da leggere insomma, non per riaccendere delle divisioni, spero sopite, ma per capire e dare dignità a coloro che sembra non debbano averla, soltanto perché chiamati sconfitti.

Share

L’irriverenza giovanile che spaventa Benevento

14 settembre 2011 · Scritto in Varie da Marina Simeone

Share

C’è chi  lancia l’allarme per l’avidità giovanile di chiasso, alcol e musica a Benevento città.

La zona del centro storico da tempo sembra essere presa d’assalto da erogatori di vitalismo, reazione probabilmente scomposta alla claustrofobica campana di vetro cittadina. Ma la gioventù è anche irriverenza, spesso al limite con la maleducazione.

L’accaduto di Piano di Corte, l’auto di un residente danneggiata  non è che un esempio al pari delle risse, si vocifera piuttosto frequenti o della musica alta dei locali e del disordine lasciato dinanzi alle abitazioni la mattina seguente.

Che cosa si dovrebbe fare a questo punto mi chiedo?

Un corso di rieducazione giovanile? Multe esose ai gestori dei locali in loco? Arresti? Assunzioni di operatori ecologici efficienti?

E’ possibile che giovani desiderosi soltanto di sfogare la propria energia, spesso e volentieri castrata dalla società “civile”, devono essere considerati agitatori sociali, intenti il venerdì e il sabato a riversarsi nelle piazzette principali del centro a seminar terrore?

Riusciamo per un attimo a ridimensionare qualsivoglia notizia e cercare invece di essere propositivi, al fine di far crescere al meglio le anime presenti in un contesto comunitario di popolo?

Non c’è alcun allarme sicurezza, Benevento è una città sicura, lo è soprattutto in relazione alle province confinanti e la gioventù beneventana, rinvigorita dall’europeità che concede lo scambio universitario, per quanto rumorosa non è problematica è solo gioventù. Continua a leggere »

Share

La BCE soffoca la politica

02 settembre 2011 · Scritto in Varie da Marina Simeone

Share

 

 È tempo di manovre finanziarie, è tempo di cambiamenti,di sacrifici. La nostra Nazione è in balia della confusione più totale che attanaglia i nostri politici. Il Parlamento è diventato,o  forse lo  è sempre stato, teatro di provvedimenti inutili e scellerati per porre rimedio ad una situazione internazionale di puro squilibrio politico,ma soprattutto economico. Il dibattito di questi giorni si è incentrato su come riparare a questo dissesto finanziario del Paese, senza chiedersi da chi o cosa lo stesso è provocato. Si è discusso su  come intervenire,proposte su proposte, miriadi di analisi fanta-economiche, ma senza capire ed interpretare la causa primaria del misfatto finanziario. Basterebbe approfondire con totale parsimonia e pazienza le direttive  della Banca Centrale Europea, reale responsabile del fantomatico deficit finanziario.  Infatti, da anni, il governo, di qualunque colore esso sia, è costretto a soccombere  a disposizioni dettate dalla BCE. Il vero movente di tutti i provvedimenti governativi è mosso dal gioco spregiudicato e cinico delle lobbies economiche. Ci viene detto che bisogna ripianare il debito pubblico, e per far ciò sono indispensabili sacrifici da parte di tutti. Ogni Stato è obbligato a piegarsi al ricatto delle Banche, alimentando anno dopo anno, il  proprio debito pubblico, il quale non sarà mai saldato, se  questa estorsione continuerà all’infinito. Basta pensare all’artificio dell’usuraio che adotta ad ogni suo avventore; e indovinate chi è l’usuraio?! inoltre a tale condizione, già di per sé scomoda, va aggiunta l’assimilazione della proprietà della moneta da parte dello scellerato sistema bancario. Di conseguenza il ruolo della politica, viene a mancare,in quanto c’è una continua ambizione fasulla di saldare questo debito in costante crescita. Nell’ attuale sistema creditizio il politico diventa un vero e proprio fantoccio, sotto la  totale dipendenza delle banche, provocando il prevalere dell’economia sulla politica.

La deduzione del popolo,in tutta questa situazione, è la nefandezza dei nostri politici, i quali diventano  il capo espiatorio di tutti i problemi,cadendo con ciò in una facile analisi qualunquista e conformista, sviando, o quanto meno distogliendo lo sguardo dal vero malfattore. Detto ciò servirebbe una più acuta determinazione dei nostri politici nell’istaurare rapporti con le banche, puntualizzando il ruolo predominante dello Stato, ma  costatata  la leggerezza intellettuale ed ideologica della politica odierna, è inutile focalizzare il tutto su questo aspetto. Non ci resta che sperare e alimentare nell’animo di ognuno di noi, un atteggiamento più critico che porti ad una crescita consapevole e costruttiva del popolo. Al di là della vera rappresentanza dei politici e della conseguente coscienzadel popolo, bisognerà ritrovare una totale personificazione del popolo nella politica. Altrimenti accontentiamoci e aspettiamoci continue manovre, senza sapere in quale direzione sono dirette e soprattutto senza conoscere, o far finta di non conoscere, il conducente.

FRANCESCO IANNACE

Share

Manovra economica: il documento politico dell’associazione Simeone

01 settembre 2011 · Scritto in Varie da Administrator

Share
Ecco il documento politico che l’Associazione “Generoso Simeone” ha pensato di dover preparare in seguito al dibattito sorto nel post manovra finanziaria 2011.
Siamo consapevoli che la strada che conduce diritta all’abbattimento delle Province, con il pretesto dei costi e al potenziamento delle Regioni, con il pretesto del Federalismo è impraticabile ma obbligata, per questo oggi e non fra un anno o due dobbiamo chiederci quale destino sia più dignitoso per un Sannio dimenticato negli anni dalla preferenza illogica delle esigenze del “ventre mollo” campano.
Chiedersi se sia capace la Regione di amministrarci non è una domanda retorica, ancor meno retorica è la domanda che lo Stato prima dei cittadini dovrebbe porsi se è doveroso pagare un debito inesistente, ma questo è un tabù che non si “deve”superare…
Il documento è stato protocollato alla Provincia di Benevento oggi stesso e sarà discusso, speriamo, in sede dibattimentale, oppure riproposto in altra sede.
Chiediamo per le Province, dopo un riassetto geo-territoriale fondamentale, deleghe amministrative, necessarie a svolgere funzione di espressione della propria collettività, soprattutto nei tempi in cui stiamo vivendo, nei quali si registra l’assenza di ogni altro soggetto capace di rapportarsi davvero alle comunità. Anche in termini di programmazione, considerata l’inefficienza regionale sarebbe opportuno un potenziamento provinciale capace di gestire un reale sviluppo del nostro Sannio, fermo restando la volontà della nostra classe politica di fare scelte e di non continuare a subire le proprie non scelte.
Citoinoltre la questione della sovrapposizione burocratica che negli anni ha paralizzato l’imprenditoria locale, di seguito il testo del documento :
Non meno importante è la questione della sovrapposizione burocratica, tra comune, provincia e regione delle autorizzazioni o degli iter che fino ad oggi non hanno fatto altro che eludere controlli efficaci e immobilizzare l’imprenditoria locale. La drammaticità della disoccupazione e della moria imprenditoriale trova la sua ragion di esistere in questo stallo voluto dal governo centrale.
E’ il momento di far sentire la nostra voce, quella che viene dal popolo, dal popolo che pensa e che cerca di indirizzare una classe politica in balia di indecisione e deviazione.
Non dobbiamo perdere questa occasione né far sopire il dissenso credendo alla rassicurante affermazione degli emendamenti agli articoli scomodi della finanziaria 2011. E’ una resa momentanea che prepara il collasso del sistema Comune – Provincia – Regione. Il dibattito va indirizzato ora e reso più forte dalle istituzione che non possono rimanere indifferenti.
Il Federalismo deve essere raggiunto solo a patto che si rivedano gli ambiti regionali e provinciali, creando quindi entità territoriali che sappiano gestire e amministrare, tenendo in conto debito il presupposto della sussidiarietà.
L’Italia è terra di fiumi, di monti, di valli, di fauna e di flora, l’Italia è terra di popoli e una manovra finanziaria efficiente e profonda è di questo innanzitutto che deve tener conto.

il documento politico che l’Associazione “Generoso Simeone” ha pensato di dover preparare in seguito al dibattito sorto nel post manovra finanziaria 2011.Siamo consapevoli che la strada che conduce diritta all’abbattimento delle Province, con il pretesto dei costi e al potenziamento delle Regioni, con il pretesto del Federalismo è impraticabile ma obbligata, per questo oggi e non fra un anno o due dobbiamo chiederci quale destino sia più dignitoso per un Sannio dimenticato negli anni dalla preferenza illogica delle esigenze del “ventre mollo” campano. Chiedersi se sia capace la Regione di amministrarci non è una domanda retorica, ancor meno retorica è la domanda che lo Stato prima dei cittadini dovrebbe porsi se è doveroso pagare un debito inesistente, ma questo è un tabù che non si “deve”superare… Il documento è stato protocollato alla Provincia di Benevento oggi stesso e sarà discusso, speriamo, in sede dibattimentale, oppure riproposto in altra sede. Chiediamo per le Province, dopo un riassetto geo-territoriale fondamentale, deleghe amministrative, necessarie a svolgere funzione di espressione della propria collettività, soprattutto nei tempi in cui stiamo vivendo, nei quali si registra l’assenza di ogni altro soggetto capace di rapportarsi davvero alle comunità. Anche in termini di programmazione, considerata l’inefficienza regionale sarebbe opportuno un potenziamento provinciale capace di gestire un reale sviluppo del nostro Sannio, fermo restando la volontà della nostra classe politica di fare scelte e di non continuare a subire le proprie non scelte.  Citoinoltre la questione della sovrapposizione burocratica che negli anni ha paralizzato l’imprenditoria locale, di seguito il testo del documento :Non meno importante è la questione della sovrapposizione burocratica, tra comune, provincia e regione delle autorizzazioni o degli iter che fino ad oggi non hanno fatto altro che eludere controlli efficaci e immobilizzare l’imprenditoria locale. La drammaticità della disoccupazione e della moria imprenditoriale trova la sua ragion di esistere in questo stallo voluto dal governo centrale.E’ il momento di far sentire la nostra voce, quella che viene dal popolo, dal popolo che pensa e che cerca di indirizzare una classe politica in balia di indecisione e deviazione.Non dobbiamo perdere questa occasione né far sopire il dissenso credendo alla rassicurante affermazione degli emendamenti agli articoli scomodi della finanziaria 2011. E’ una resa momentanea che prepara il collasso del sistema Comune – Provincia – Regione. Il dibattito va indirizzato ora e reso più forte dalle istituzione che non possono rimanere indifferenti.Il Federalismo deve essere raggiunto solo a patto che si rivedano gli ambiti regionali e provinciali, creando quindi entità territoriali che sappiano gestire e amministrare, tenendo in conto debito il presupposto della sussidiarietà.L’Italia è terra di fiumi, di monti, di valli, di fauna e di flora, l’Italia è terra di popoli e una manovra finanziaria efficiente e profonda è di questo innanzitutto che deve tener conto.

Continua a leggere »

Share

Punto di partenza: salvare la provincia di Benevento

21 agosto 2011 · Scritto in Articoli da Marina Simeone

Share

In pieno agosto, momento per tutti gli Italiani di assoluto relax, o quanto meno di riposo più o meno meritato,c’è chi lavora duro per il nostro beneamato Paese. Nella caldura più acuta, i nostri politici si ricordano che il loro mandato ha un senso, o quanto meno un obiettivo che non sia solo quello di servire le solite lobbies . Sembrerà strano , ma mentre l’Italia intera è concentrata sulle vacanze, e deviata da mare, spiaggia e quant’altro, viene  emanato un provvedimento di natura economico-amministrativo di vitale importanza, considerando la situazione di precario equilibrio a livello internazionale.

I punti più discussi di questa manovra governativa riguardano le Province, le quali subiranno una forte stangata sia a livello numerico che economico. Ovviamente questo scellerato provvedimento ci interessa in modo diretto, in quanto la nostra Provincia di Benevento rischia la cancellazione e/o  l’accorpamento ad  un’altra.

Nella tensione generale palpabile in tutti i tessuti sociali del nostro Sannio, si evince, ovviamente la paura di perdere identità, prima che prestigio a livello locale e nazionale.

Nel solito minestrone di critica qualunquista e bonaria al provvedimento, i politici locali stanno cercando di dare una parvenza di risposta, prima di tutto ai cittadini sanniti e poi al governo. Ovviamente ci sono stati pareri ed opinioni diverse, partendo dai politici nostrani, fino ad arrivare al cittadino comune. Affrontare  il problema ,con semplice indignazione, non giova alla risoluzione, anzi aggrava e acutizza la questione, in quanto i tempi sono brevi. Data l’immediatezza del provvedimento, non ci resta che salvare, o meglio salvaguardare,la nostra Provincia, ma forse è arrivato il momento di chiederci il perché salvarla e come. Paradossalmente questo provvedimento può essere inteso come una provocazione sfacciata e pericolosa, in quanto,sul nostro territorio nazionale, i compiti e le mansioni delle Province non sempre vengono effettuate con dedizione e prontezza. In linea di massima l’istituzione Provincia deve occuparsi di trasporto, sanità e formazione scolastica, punti cardini dell’amministrazione e gestione del territorio provinciale. Soffermandosi sulla nostra Provincia, si potrebbero porre molte critiche sulla gestione delle strade, degli ospedali, delle stesse scuole. Basta  affacciarsi dal capoluogo Benevento, per capire la situazione stradale della Provincia stessa, di ospedali mai consegnati ai cittadini. Quindi, in linea di massima, se “salvare” la nostra Provincia, significa conservare,accettare quasi supinamente questo mal funzionamento del sistema, beh sarebbe inutile se non deleterio continuare con questo carrozzone. Sarebbe inutile dilungarsi, soprattutto in questo momento, in cui servirebbe pura e sincera coesione dei cittadini sanniti. In conclusione puntare al mantenimento della Provincia di Benevento deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo, ovvero raggiunta la salvaguardia della Provincia, bisognerà avviare un processo di rinnovamento e riorganizzazione amministrativo, ma prima di tutto un rinnovamento delle coscienze sannite. Senza un sentimento di appartenenza, di senso del territorio questo processo sarà di difficile attuazione. Ma cosa più importante, le coscienze sannite non potranno mai essere risvegliate a comando di politicanti e soprattutto solo in occasioni di parvenza difficoltà.

FRANCESCO IANNACE

Share